La storia della rana è stata descritta dettagliatamente da Noam Chomsky, linguista, filosofo e saggista statunitense e ci spiega un principio molto importante.
Una rana per caso si trova dentro una pentola d’acqua appena riempita e messa su un fornello. La rana si trova a sua agio, dopo qualche minuto, viene accesso il fornello a fiamma bassa, e la rana continua a sentirsi a suo agio e nuota in maniera tranquilla, si trova in un ambiente confortevole e pulito.
Dopo qualche minuto, l’acqua si riscalda pian piano e presto la temperatura diventa tiepida. La rana trova questa temperatura piuttosto piacevole e continua a nuotare tranquillamente.
Piano piano, la temperatura sale ancora e l’acqua è calda, e solo un pizzico più calda di quanto la rana non apprezzi. La rana anche se l’acqua inizia a darle fastidio, non si spaventa.
Con il passare del tempo l’acqua si scalda sempre di più e diventa troppo calda. La rana inizia a trovare l’acqua molto sgradevole, ma purtroppo per lei non ha più la forza di reagire e quindi non riesce più a fare nulla per salvarsi ma continua a sopportare la situazione che si è creata. Sopporta, sopporta e alla fine, finisce morta bollita.
il principio della rana bollita, ci dice che quando un cambiamento, sia sociale che culturale, si realizza in maniera abbastanza lenta e graduale questo cambiamento sfugge alla coscienza e per questo motivo non suscita nessuna reazione, nessuna opposizione.
al contrario, se l’acqua fosse stata già calda o bollente dall’inizio, la rana avrebbe dato un forte colpo di zampa per salvarsi. O almeno avrebbe fatto di tutto per Salvarsi.
Con questa strategia i governi impongono nuove regole che altrimenti non potrebbero inserire. Facciamoci qualche domanda:
Chi ha ucciso la rana? L’acqua bollente? Chi ha acceso il fuoco? No. la colpa è solo della rana perché non ha saputo capire quando saltare fuori.
Spesso deleghiamo per pigrizia, per abitudine e perché spesso non ci assumiamo la responsabilità e tutto questo porta la conseguenza di svegliarci troppo tardi.
Ci rassegniamo e spesso ci troviamo con nuove abitudini solo perché sono state indotte con la strategia della rana bollita. Per evitate tutto questo, dobbiamo essere vigili, pensare agli effetti e quando è il momento saltare fuori, prima che sia troppo tardi.
L’obiettivo è rendere la massa inoffensiva, talmente anestetizzata e confusa da non rendersi nemmeno conto della gabbia in cui è rinchiusa. Siamo rane messe a bollire dentro un pentolone a fuoco lento, siamo bravi soldatini che marciano sincroni senza sapere dove stanno andando, né tanto meno perché.
Dal libro Schiavi del Tempo