Rompere il guscio

Rompere il guscio

Spesso ci creiamo delle corazze perché proprio in quel momento abbiamo la necessità di proteggerci.

Molte volte la corazza, anche quando non serve più la teniamo lo stesso. Non la lasciamo per paura di essere ferite ed a volte ci dimentichiamo di averla, interpretando e identificando il nostro comportamento con chi noi siamo. 

Qualche giorno fa ho letto sul web un articolo che secondo me ci può aiutare a capire meglio. l’articolo parlava di un uovo e metteva in risalto che l’uovo è formato da una parte dura, il guscio ed è all’esterno, e da una parte molle che è all’interno: l’albume ed il tuorlo.

Il guscio, cioè la parte dura, protegge la parte molle e permette al liquido di far crescere il pulcino. Quando, il pulcino, dopo che la gallina lo ha tenuto al caldo per bene, è completamente cresciuto, e  non ha più bisogno del guscio che fino a quel momento lo ha protetto.

Anzi, il guscio che fino a quel momento lo ha protetto, diventa per lui inutile e soffocante, quindi non gli resta altro che romperlo. 

Nel rompere il guscio, il pulcino comunica a sé ed agli altri che la sua evoluzione è compiuta.

Il guscio rappresenta tutte le nostre strutture che fin da bambini ci aiutano e ci proteggono e ci fanno crescere. Ma ad un certo punto della nostra vita, tutte quelle strutture, diventano strette e se vogliamo continuare a crescere. dobbiamo rompere il guscio.

Quindi tutte le nostre strutture mentali, sono nate per proteggerci e nella nostra evoluzione. dopo un po’ può capitare che le stesse strutture, che un giorno ci hanno protetto, diventino il più grande limite per la nostra evoluzione.

Convinzioni, valori e regole che in un certo periodo della nostra vita ci hanno sorretti, ci hanno protetto e ci hanno fatto evolvere, potrebbero, in questo momento, essere un limite.

Anche noi, come quel pulcino, possiamo crescere e migliorare solo se ci prendiamo cura del guscio quando serve ma troviamo il coraggio di andare oltre rompendolo quando diventa un limite.